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Rassegna Stampa di Giovedì, 17 Gennaio , 2019
 
Scontro su reddito e pensioni I dubbi sul rinvio del Consiglio
Argomento:
Autore: Claudia Voltattorni
Fonte: Corriere della Serapag: 2
Ieri sera il premier Conte ha confermato che oggi pomeriggio si terrà il Consiglio dei ministri che approverà il decreto legge su ‘quota 100’ e reddito di cittadinanza. Ma fino alla tarda serata di ieri c’è stato il rischio di un nuovo rinvio, anche perché i testi definitivi delle due misure non erano ancora arrivati alla Ragioneria generale dello Stato. E su alcuni punti manca ancora l’accordo nella maggioranza. E questo è il motivo per cui il Cdm di oggi sarà anticipato da un vertice politico tra il premier e i suoi vice, Salvini e Di Maio. Le coperture restano il nodo da sciogliere. Riguardano maggiormente le pensioni. Il problema è la quantificazione. Salvini assicura che le coperture ci sono. Ancora da risolvere la questione dei fondi ai disabili.


 
Prezzi, luce e benzina pesano di più L’inflazione colpisce chi prende meno
Argomento:
Autore: Stefano Agnoli
Fonte: Corriere della Serapag: 5
Nel 2018 le famiglie meno abbienti hanno dovuto sobbarcarsi un’inflazione cresciuta dell’1,5% mentre le benestanti solo dell’1,1%. A certificarlo è l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica. Nell’ultimo trimestre del 2018 le cose sono andate ancora peggio: aumento rispettivamente dell’1,8% e dell’1,3% per il primo e per il quinto gruppo (le famiglie sono state analizzate in cinque gruppi omogenei). Le cause di queste differenze sono dovute all’accelerazione dei prezzi di energia e alimentari. Gas, elettricità, gasolio, benzina, cibo. Chi è più povero riserva forzatamente una fetta maggiore del proprio bilancio a questi acquisti. Le famiglie del primo gruppo spendono il 14,5% delle entrate per l’energia e il 17% per gli alimentari; quelle del quinto rispettivamente il 6,6% e l’8,1%.


 
Reddito di cittadinanza: è rebus per le assunzioni di colf e badanti
Argomento:
Autore: Rita Querzé
Fonte: Corriere della Serapag: 5
Assindatcolf, l’associazione che rappresenta due milioni di famiglie datrici di lavoro domestico, chiede al vicepremier Di Maio che anche le famiglie rientrino nel provvedimento denominato ‘reddito di cittadinanza’. Sarebbe l’occasione – dice il vicepresidente Andrea Zini – per sancire il definitivo abbandono del settore al lavoro nero. O l’occasione per lanciare una campagna di emersione. Tutto dipenderà da come sarà scritto il decreto. Dalle bozze non è chiaro se ad assumere con gli sgravi contributivi del reddito di cittadinanza possano essere anche le famiglie. Oggi gli assistenti domestici in nero sono più numerosi di quelli in regola: 6 su 10. Le famiglie hanno oggettive necessità di aiuto, ma non si possono permettere di pagare anche i contributi. E i controlli sono assenti.


 
Offerta di lavoro congrua, c’è la mina discrezionalità
Argomento:
Autore: Giorgio Pogliotti
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 6
Il reddito di cittadinanza è chiamato a fare i conti con il rischio discrezionalità che potrà generare contenziosi nella valutazione dell’offerta di lavoro congrua. I responsabili dei centri per l’impiego chiedono infatti di ridurre questa discrezionalità e di prevedere criteri chiari da applicare in modo uniforme in tutta Italia. La bozza del decreto è attesto al Cdm di oggi. Al momento prevede che al terzo rifiuto di una proposta di lavoro ‘congrua’ si perde il diritto a percepire il reddito di cittadinanza. Il problema è definire il concetto di congruità. Sulla carta l’obbligo esiste anche oggi, ma di fatto non si applica perché è raro che un centro per l’impiego formuli anche solo un’offerta ai percettori di Naspi. Per definire la congruità il testo fa riferimento alla coerenza con le esperienze e le competenze maturate. Si tiene conto anche della distanza dal domicilio, la durata della disoccupazione e la retribuzione. L’offerta congrua tiene dunque conto dei fattori tempo e distanza.


 
E-fattura immediata con data di effettuazione
Argomento:
Autore: Luca De Stefani
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 20
Fatturazione elettronica: preoccupa la compilazione del campo ‘Data’ del file Xml da inviare al Sistema d’interscambio. Nel corso dell’evento promosso dai commercialisti l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le fatture datate dicembre 2018, ma inviate al cliente tramite posta ordinaria o Pec nei primi giorni del 2019 possono essere ancora in formato analogico e non vanno spedite in Xml tramite lo Sdi. Il cessionario/committente che le riceverà a gennaio 2019, potrà detrarre l’Iva solo nella liquidazione di gennaio 2019 e non nella dichiarazione annuale Iva relativa al 2018, in quanto l’agevolazione che consente di detrarre l’Iva nel mese di esigibilità anche per le fatture ricevute entro il 15 del mese successivo non si applica ai documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente. Fino al 30 giugno 2019 va indicato solo il giorno del ‘Ddt’ o dell’incasso. Dal 1°luglio 2019 il campo ‘Data’ può essere diverso rispetto a quello dell’operazione.


 
Pace fiscale, irregolarità formali da rimuovere
Argomento:
Autore: Dario Deotto e Gian Paolo Ranocchi
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 21
Per accedere alla sanatoria delle irregolarità formali non basta il pagamento di 200 euro per ogni periodo di imposta. Occorre, anche, rimuovere l’irregolarità. La sanatoria, tuttavia, presta il fianco a molti dubbi, primo fra tutti quello del suo ambito di applicazione. La questione non è solo quella dell’individuazione delle violazioni di carattere formale, distinguendole da quelle meramente formali (non sanzionate e, pertanto, fuori dalla sanatoria) ma anche dell’esatta latitudine della definizione. Le violazioni formali sono sia quelle che non incidono nella determinazione dell’imponibile che quelle che non incidono sul pagamento del tributo. Sembrerebbe, pertanto, che la sanatoria risulti circoscritta a violazioni di ordine formale relative solamente alle imposte sui redditi, all’Iva e all’Irap. Un altro dubbio investe il perfezionamento della definizione. La norma, oltre a disporre il pagamento di 200 euro per periodo d’’imposta, chiede la rimozione delle irregolarità, cioè effettuare l’adempimento corretto ora per allora.


 
Ires, correttivo per non profit
Argomento:
Autore: Cristina Bartelli
Fonte: Italia Oggipag: 27
Al convegno dei dottori commercialisti di Milano, dedicato alla legge di Bilancio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Stefano Buffagni, ha confermato che per la cancellazione dell’aggravio Ires sugli enti non profit occorrerà attendere un decreto ad hoc dove troverà spazio anche una disposizione sulla riclassificazione degli interessi passivi. Dunque, la cancellazione del raddoppio dell’Ires (dal 12 al 24%) non entrerà nel decreto semplificazioni. Nel nuovo decreto troveranno spazio altre misure correttive. La riclassificazione degli interessi passivi ha creato difficoltà nel settore immobiliare per un accavallarsi di entrate in vigore di norme tra un decreto legislativo di recepimento della direttiva Atad 2 che ha inasprito la tassazione e la legge di Bilancio 2019 che ne ha aggiustato il tiro ma è stata pubblicata successivamente al decreto su cui era intervenuta la correzione.


 
Riorganizzazioni non elusive
Argomento:
Autore: Debora Alberici
Fonte: Italia Oggipag: 30
Con la sentenza n. 868 di ieri la Corte di cassazione ha affermato che spetta all’ufficio dimostrare il comportamento fraudolento. Dunque, la riorganizzazione aziendale posta in essere dall’impresa che punta ad un carico fiscale più basso non costituisce automaticamente un’operazione elusiva. E’ il fisco che deve dimostrare che si tratta dell’unico scopo dell’operazione e, dunque, che sussiste un intento fraudolento. I giudici del Palazzaccio hanno bocciato il ricorso dell’Amministrazione finanziaria che aveva contestato a una multinazionale l’acquisto di un pacchetto azionario di una controllata ricorrendo al prestito bancario nonostante i bilanci positivi. Secondo l’ufficio la società (florida) non sarebbe dovuta ricorrere a un finanziamento come tale deducibile e dunque fiscalmente più conveniente.


 
Gruppi Iva nel modello
Argomento:
Autore: Franco Ricca
Fonte: Italia Oggipag: 31
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il nuovo modello della dichiarazione Iva 2019 insieme alle relative istruzioni. Eccettuate alcune modifiche di limitato impatto, la modulistica è rimasta sostanzialmente invariata. L’Agenzia ha dato il via libera anche alla versione ridotta della dichiarazione, il modello Base, utilizzabile da determinate categorie di soggetti passivi. Non è stato invece aggiornato il modello 74-bis, la speciale dichiarazione che i curatori fallimentari e i commissari liquidatori devono presentare, entro 4 mesi dalla nomina, relativamente alle operazioni registrate tra l’inizio dell’anno solare e l’apertura della procedura concorsuale, per consentire al fisco l’eventuale insinuazione al passivo. Invariato anche il calendario: la dichiarazione annuale deve essere presentata tra il 1°febbraio e il 30 aprile 2019, con una sanzione (per il ritardo) il termine slitta al 29 luglio 2019. Nel rigo VA16 del quadro VA i soggetti che hanno costituito un gruppo Iva devono riportare l’importo delle eccedenze a credito da trasferire alla struttura collettiva.


 
E-fattura, piattaforma anti-bug
Argomento:
Autore: Simona D’Alessio
Fonte: Italia Oggipag: 31
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha messo a disposizione degli iscritti la piattaforma hub B2B per la fatturazione elettronica. Dall’avvio dell’obbligo, scattato lo scorso 1°gennaio, sono quasi 11mila i commercialisti che si sono registrati sul portale, di cui 8.400 stanno usufruendo del servizio; finora sono stati aperti 8.500 ticket per comunicazioni di problemi dei quali, finora, ne sono stati gestiti 5.400. A renderlo noto i rappresentanti di Unimatica, la società che ha realizzato il software per la e-fattura tra privati. Nel novero delle segnalazioni sono comprese anche quelle effettuate più volte da uno stesso professionista. L’assistenza fornita avviene anche ‘da remoto’, con personale che si collega al computer del professionista e, insieme a lui, procede alla verifica. Si cerca così di risolvere prontamente i disagi tecnici.


 
Sanzioni ridotte, tempi diversi
Argomento:
Autore: Fabrizio G. Poggiani
Fonte: Italia Oggipag: 32
Prende il via dal prossimo 30 settembre, ma limitatamente ai contribuenti mensili, l’applicazione delle sanzioni ridotte all’80% per la tardiva emissione delle fatture elettroniche. Per i contribuenti trimestrali, invece, per il primo semestre del 2019, le sanzioni non si applicano se le fatture digitali sono emesse entro il termine di effettuazione della liquidazione Iva del periodo di riferimento. Per il primo semestre dell’anno la riduzione dell’80% delle sanzioni si applica a condizione che la fattura sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione Iva relativa al periodo successivo. Sono queste le novità introdotte con la legge n. 136/2018 in tema di sanzioni sulla tardiva emissione delle fatture in formato digitale. Per quanto concerne i contribuenti mensili, per i primi sei mesi del 2019, non si applicano sanzioni se la e-fattura è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione Iva del periodo di riferimento.


 
Utili esteri, due vie per il Fisco
Argomento:
Autore: Alban Zaimaj e Clementina Bastianutti Riccioni
Fonte: Italia Oggipag: 33
Con il Dlgs 142/2018 cambiano ancora i criteri per l’individuazione dei dividendi provenienti da Paesi a fiscalità privilegiata. Le novità più importanti riguardano le regole di identificazione degli Stati contenute nel nuovo articolo 47-bis del Tuir. Sono due i criteri da applicare in funzione della partecipazione posseduta. Per le partecipazioni di controllo rileva la tassazione effettiva della partecipata estera, mentre per le partecipazioni diverse da quelle di controllo rileva il livello di tassazione nominale, tenendo conto per quest’ultimo anche dei regimi speciali. Se la tassazione, effettiva o nominale, della società partecipata è inferiore alla metà di quella che sarebbe stata applicata in Italia, lo Stato estero si considera a fiscalità privilegiata e gli utili distribuiti sono integralmente soggetti a imposizione in Italia. L’art. 47-bis al comma 2 individua le circostanze esimenti al ricorrere delle quali è possibile disapplicare la tassazione integrale.



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