CARICAMENTO...

Novità Fiscali

3 Aprile 2020

Chiarimenti sulla trattazione delle istanze di interpello nel periodo di sospensione dei termini

L’articolo 67 del decreto legge n. 18/2020, meglio noto come decreto ‘Cura Italia’, ha disposto la sospensione, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini per rispondere alle istanze di interpello presentate dai contribuenti. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 20 marzo 2020, fornisce chiarimenti e istruzioni per la gestione di dette istanze. Per gli interpelli presentati prima dell’8 marzo, la decorrenza riprenderà dal 1°giugno 2020. Sempre dal 1°giugno ripartirà la decorrenza dei 90 giorni di tempo per rispondere alle istanze di interpello presentate durante lo stop.
La proroga interessa anche le risposte agli inviti ai contribuenti per la regolarizzazione delle domande di interpello o per la presentazione della documentazione integrativa.
Nel corso del periodo di sospensione, la presentazione delle predette istanze di interpello può avvenire esclusivamente per via telematica attraverso la Pec.
Durante il periodo di sospensione dei termini delle istanze di interpello gli uffici dell’Agenzia delle Entrate continueranno le attività di lavorazione delle stesse. Potranno, ad esempio, inviare richieste di regolarizzazione, in presenza di carenze; inviare richieste di documentazioni integrative; fornire pareri ai contribuenti; svolgere interlocuzioni formali in materia di nuovi investimenti. E’ invece inibita la possibilità di accedere presso le sedi di svolgimento dell’impresa.
Come sopra espresso, dunque, le risposte alle istanze di interpello sono sospese e riprenderanno a decorrere dal 1°giugno 2020. Tuttavia, la mancata risposta alle istanze nei termini ordinari non può essere intesa come ‘silenzio assenso’ considerato che i predetti termini sono sospesi per disposizione di legge.
Restano così sospesi fino al 31 maggio i termini per fornire pareri, inviare richieste di regolarizzazione o di documentazione integrativa come pure quelli per rispondere alle richieste degli uffici. Al contribuente è comunque consentito effettuare l’adempimento richiesto durante il periodo di sospensione. Ad esempio, nel caso in cui durante il periodo di sospensione l’ufficio notifichi una richiesta di regolarizzazione, il termine di 30 giorni, entro il quale il contribuente è tenuto a regolarizzare l’istanza, inizierà a decorrere dal 1°giugno, ferma restando la possibilità per lo stesso di rispondere nel corso del periodo di sospensione. Ciò vale anche per gli interpelli presentati dai contribuenti che aderiscono al regime di adempimento collaborativo.
Nel corso del periodo di sospensione l’ufficio, come detto, può inviare richieste di regolarizzazione delle istanze ma dovrà precisare che il termine di 30 giorni entro il quale il contribuente deve provvedere, inizia a decorrere dal 1°giugno, con la facoltà, per quest’ultimo, di presentare la documentazione richiesta durante la sospensione dei termini.
In merito alle istanze di interpello presentate ad un ufficio diverso da quello competente, il termine per fornire risposta al contribuente inizia a decorrere dal giorno in cui l’istanza viene trasmessa all’ufficio competente. Sempre dal 1°giugno decorre il termine per le istanze trasmesse durante il periodo di sospensione, a nulla rilevando la data in cui l’istanza è stata presentata presso l’ufficio incompetente.
In relazione alle istanze di interpello pervenute prima dell’8 marzo e a quelle pervenute nel periodo di sospensione, gli uffici potranno fornire i pareri ai contribuenti, senza tener conto della scadenza dei termini ordinari, considerato che durante la sospensione non matura il ‘silenzio assenso’. Al contribuente l’ufficio potrà richiedere di integrare la documentazione presentata ma specificando che l’eventuale consegna nel periodo di sospensione non comporta l’obbligo per l’ufficio di rispondere entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione. Tale termine decorrerà sempre dal 1°giugno come pure quello, annuale, entro il quale il contribuente è tenuto a presentare la documentazione richiesta.
Nell’ipotesi in cui la richiesta di documentazione integrativa sia già stata notificata al contribuente nel periodo intercorrente tra l’8 e il 20 marzo 2020, a seguito della sospensione dei termini disposta dal decreto ‘Cura Italia’, la risposta sarà fornita entro 60 giorni dal 1°giugno 2020.
In relazione a un’istanza di interpello ordinario regolarmente presentata tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 e per la quale sia stata chiesta l’integrazione documentale pervenuta il 20 maggio 2020 il termine di 60 giorni per la risposta inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione, cioè dal 1°giugno 2020 e scadrà il 30 luglio 2020.
Il decreto legge ‘Cura Italia’ ha disposto anche la sospensione dei termini relativi alle istruttorie di ammissione al regime di adempimento collaborativo, nonché dei termini relativi alle istanze di cooperazione e collaborazione rafforzata. Anche in tali casi i termini per la loro istruttoria inizieranno a decorrere dal 1°giugno 2020. Per quanto concerne le istruttorie di ammissione al regime di adempimento collaborativo, la sospensione comporta che il periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020 sia escluso dal computo del termine di 120 giorni per la conclusione dell’istruttoria di ammissione. Durante il periodo di sospensione, l’eventuale notifica dei provvedimenti di ammissione o di rigetto resta valida e non necessita di alcun rinnovo dopo il 1°giugno 2020. La richiesta di documentazione integrativa nel corso del periodo di sospensione può essere soddisfatta dal contribuente anche nel periodo di stand-by. Tuttavia, il termine di 120 giorni per la conclusione dell’istruttoria inizierà a decorrere solo dal 1°giugno 2020. Anche durante il periodo di sospensione i contribuenti possono presentare istanza di ammissione al regime di adempimento collaborativo. In tal caso, ai fini della decorrenza del termine per l’istruttoria, tali istanze si intenderanno presentate il 1°giugno 2020. Quanto visto per il regime di adempimento collaborativo vale anche per le istanze di cooperazione e collaborazione rafforzata. Il periodo di sospensione disposto dal decreto ‘Cura Italia’ è pertanto sospeso dal computo del termine di 180 giorni per la conclusione dell’istruttoria.

3 Aprile 2020

Sospensione dei termini e accertamento con adesione – Dl ‘Cura Italia’ – chiarimenti

Per rispondere all’emergenza sanitaria da coronavirus il decreto legge ‘Cura Italia’ ha introdotto la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo degli uffici nonché di quelli processuali. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 6/E del 23 marzo 2020, fornisce le prime indicazioni circa l’impatto della disciplina inerente alla sospensione dei termini sullo svolgimento dei procedimenti di accertamento con adesione.
L’art. 67 del decreto ‘Cura Italia’ prevede che ‘sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori’. Tale norma non sospende le attività degli uffici, ma disciplina la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo e di accertamento. Tuttavia, in questo periodo emergenziale, gli uffici delle Entrate sono stati invitati ad evitare lo svolgimento delle attività sopra indicate, anche per evitare lo spostamento fisico dei contribuenti e dei loro rappresentanti.
Anche l’articolo 83, comma 2, del decreto prevede la sospensione dei termini di impugnazione dal 9 marzo al 15 aprile 2020, precisando che ‘ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio dello stesso è differito alla fine di detto periodo’. Conseguentemente: per gli avvisi notificati prima del 9 marzo 2020 con termine di impugnazione ancora pendente a tale data, il termine per ricorrere resta sospeso dal 9 marzo al 15 aprile, con ripresa a decorrere dal 16 aprile. Per gli avvisi notificati tra il 9 marzo e il 15 aprile 2020 l’inizio del decorso del termine per ricorrere è differito alla fine del periodo di sospensione.
La sospensione disciplinata dall’articolo 83 trova applicazione anche nel caso di istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente. Pertanto, al termine di impugnazione si applicano cumulativamente sia la sospensione del termine di impugnazione di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza del contribuente, sia la sospensione prevista dall’art. 83 del decreto. Ad esempio, nel caso di un avviso di accertamento notificato il 21 gennaio 2020 e di istanza di accertamento con adesione presentata il 20 febbraio 2020, il termine per la sottoscrizione dell’atto di accertamento con adesione scade il 27 luglio 2020.
Laddove ci sia in concreto un condiviso interesse a svolgere il procedimento di accertamento con adesione nonostante il periodo emergenziale, si potrà farlo tutelando sempre la salute dei dipendenti e dei cittadini, evitando contatti fisici e spostamenti. A tal fine il contraddittorio potrà svolgersi ‘a distanza’ privilegiando l’impiego della posta elettronica certificata, senza tuttavia escludere la posta elettronica ordinaria qualora il contribuente fosse privo di Pec. Il contraddittorio potrà svolgersi anche in videoconferenza o al telefono.
Il documento di prassi amministrativa indica in dettaglio come è articolata la procedura che inizia con l’identificazione del contribuente o del suo rappresentante, prosegue con lo svolgimento del contraddittorio e la successiva redazione del verbale. Segue l’invio, tramite Pec o mail, del file al contribuente il quale, se non ravvisa errori, procede alla stampa del documento e alla sua sottoscrizione. Analoga azione svolge il verbalizzante dell’ufficio una volta ricevuta la stampa del file, con l’acquisizione del protocollo e l’invio del documento al contribuente.
Le indicazioni precedenti sono adattabili all’ipotesi di procedimento di accertamento con adesione avviato dall’ufficio, tramite invito al contribuente e all’istanza di adesione riferita a processo verbale di constatazione presentata dal contribuente. Le stesse considerazioni si rendono applicabili in ipotesi di adesione ai fini delle altre imposte indirette o ad ogni altro procedimento tributario che richiede la partecipazione ovvero l’intesa col contribuente.
Non è interessato dalla sospensione in argomento il termine di 20 giorni dalla redazione dell’atto entro cui versare le somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione.

3 Aprile 2020

Istituzione dei codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del Dpr 600/1973

Al fine di consentire il versamento, con le modalità di cui all’art. 17 Dlgs 9 luglio 1997 n. 241, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 36-bis del Dpr 600/1973, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 26 marzo 2020, ha istituito i codici tributi. Nella tabella allegata alla risoluzione, in corrispondenza dei nuovi codici tributo, è riportato il codice di riferimento utilizzato per il versamento spontaneo.

Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali